Curiosità

 

Le origini del tango

L’origine del tango argentino, non solo un ballo ma un fenomeno culturale che comprende il ballo, la musica, la canzone e la poesia, è tanto coinvolgente quanto straordinaria.


Lleggendaria è anche l’origine del nome, infatti, tra le varie e fantasiose ipotesi sembra che il termine indicasse il porto dell’Africa dove i trafficanti raccoglievano gli schiavi, altri lo fanno risalire alla deformazione del termine “tambor” (tamburo) da parte dei neri che la pronunciavano “tangò”.

La mancanza di documentazione a riguardo non permette una risposta definitiva ma appaiono chiare le radice nere di questo fenomeno.

L’unico aspetto che trova tutti d’accordo, sta nel suo luogo di nascita, unanimamente riconosciuto nella Buenos Aires della fine ‘800, una città in forte espansione, che sperimentava una sorprendente crescita demografica, provocata per lo più dalla esplosiva massa di immigrati provenienti da tutto il mondo.
Spagnoli e italiani principalmnete ma anche tedeschi, ungheresi, slavi, arabi, ebrei etc. (ai quali si aggiunsero gauchos e indios che provenivano dall’interno del paese) tra il 1890 e il 1920 contribuirono a far aumentare la popolazione della città da 210.000 a 1.200.000 abitanti. Si trattava principalmente di uomini, poveri, che comunicavano a fatica in un lingua che non conoscevano, e che crearono un forte squilibrio di genere, tanto che la popolazione della città all’epoca era composta per il 70% da uomini, per i quali il ballo era la forma più economica e immediata di divertimento collettivo.

Questo è lo sfondo nel quale si inizia a ballare il tango; così che il nuovo ritmo è al principio associato all’ambiente dei bordelli, poichè erano le prostitute e le cameriere le uniche donne presenti nelle accademie e nelle piste di ballo.
Trattandosi di donne che si dedicavano anima e corpo ai propri compagni accidentali, il tango iniziò a ballarsi in modo molto “sensuale”, provocante e esplicito. Aspetti poco accettati socialmente, tant’è che tesero a scomparire quando il tango cominciò a uscire dalle periferie della città per iniziare a farsi conoscere oltre frontiera.

La radice sensuale del tango si rifletteva anche nei versi delle canzoni, spesso osceni e con titoli che lasciavano poco spazio alla fantasia (Siete pulgadas, che canta dell’orgoglio di possedere un pene di 17,8 cm, El choclo che significa pannocchia ma che in lunfardo viene usato per indicare il pene, El movimiento continuo, Dejalo morir adentro lett.lascialo morire dentro...) Il tango rimase a lungo marginale e relegato alle classi basse, in quanto ritenuto moralmente inaccettabile dall’elite, i cui figli però non avevano altra scelta per poter divertirsi, ballare e conoscere donne che scendere nei bassifondi e invitare una “mina” o una “milonguita”. Fu poi questa giovane elite che durante i propri viaggi permise il suo sdoganamento da danza postribolare.

La chiave di volta nella diffusione del tango a livello mondiale fu il suo sbarco a Parigi, capitale del glamour e specchio di una società pluralista, in parte allegra e spegiudicata. In questo contesto il ballo osè nato sulle rive del Rio de la Plata incontrò il terreno ideale per fiorire e trasformarsi da curiosità esotica a moda e mania; da li alla fama in tutta Europa il passo fu breve.

Paradossalmente fu l’interesse destato all’estero a permettere finalmente che in Argentina il tango facesse il suo ingresso nei saloni da ballo ufficiali dove la borghesia emergente si ritrovava cercando di fare della propria città la Parigi del Sud America.